Entrare a far parte del Web 2.0, del mondo de "La Comunicazione è di Tutti per Tutti", non è un gioco da ragazzi. O almeno non è solo un gioco da ragazzi; anche i non più giovani o i "semi" giovani (quale io mi sento) possono contribuire a rendere il web un luogo sempre più pubblico. Read-Write Web: coloro che lo leggono sono anche coloro che lo scrivono. Mah! Vedremo, non è per scetticismo, ma in un mondo, e soprattutto in un paese come l'Italia, in cui la percentuale di lettori di libri di narrativa scemano sempre di più ci aspettiamo che leggano i blog degli altri? Se leggono su internet forse leggono Wikipedia, La Gazzetta dello sport, La Repubblica (costa meno che comprare il giornale e fa passare del tempo in ufficio), e siti di questo tipo. Allora cosa si fa per attirare l'attenzione? Si propinano argomenti di "alto" contenuto retorico, così sembrano più importanti, ma a nessuno frega nulla di quello che può dire Tizio o Caio.
Allora perchè lanciarsi nel Web 2.0 se ho di queste idee?
Per lasciare una traccia (log in inglese) che possa rispolverare nel tempo, come i diari che da ragazzino usavo per scrivere le mie poesie (forse un giorno ne pubblicherò qualcuna anche qui). Non mi aspetto di avere seguaci (anzi spero proprio di no) nè contribuenti.
Perchè 2 blog? 1. perchè mi sono sbagliato e 2. perchè essendo io un "tecnico" informatico, magari qualche volta su breadnet posterò qualche articolo un po' più tecnico.
mercoledì 30 aprile 2008
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