Osservo con aria inerte
il mondo che mi gira intorno
e sento l'alito cattivo
di un demone malvagio
avvicinarmi lentamente;
arrivo ad avvertirne l'aura
che mi soffoca il petto già irrigidito;
poi, rapidamente rivolgo l'attenzione
ad una lontana fievole luce;
anch'essa sembra approssimarsi,
ma poi si spegne:
ora è nuovamente l'oblio!
Sogno ... mi sveglio di quell'odore acre
lo stesso che nell'onirico avvertii di quel demone,
ma esso nella realtà non v'è più;
scorgo invero ancora quel lume,
ora, sì, di una luminosa apparenza umana,
mi sento innervosire, quasi intimorire,
ma con l'innocenza d'un bambino
le permetto d'avvinghiarmi,
ed ora ne sento l'effetto positivo
sul corpo, nell'anima, ed ancora
non capisco se è sogno o realtà.
Il demonio non è più importante,
l'allegorico male è scomparso,
così come apparve la vita,
è quella luce di lontano,
e sono coscente che essa è l'amore,
rinato in me, che è risorto dalle ceneri,
come la fenice, e lei non è più
la chimera che un tempo agognai,
è il desiderio trasformatosi
in quel fato che sempre m'è caro,
e vivo felice più che mai
fuori dal sonno così come un giorno
lo vissi nell'imo del cuor.
Lei, la musa ristoratrice dei miei pensieri
il leggero vento che spira da est,
la luce chiara del sole d'inverno,
l'amore tanto tempo accantonato;
segreti di un uomo tradito,
poi resuscitato, quindi esistente.
T'amo, per ciò che sei,
per quello che rappresenti,
perchè sento il tuo profumo,
non più l'odore nauseabondo
del demone della mia coscienza.

