Non mi aspetto che un figlio dimostri affetto se non gli viene insegnato di dimostrarlo. Non mi aspetto che la madre di mio figlio (il primo, visto che il secondo è nato un mese fa dal rapporto con mia moglie), incapace di mantenere relazioni sentimentali stabili, sia in grado di dimostrare affetto e quindi insegnare ad un bimbo cosa vuol dire essere amati. Oh, sì, dimostra amore, ma a modo suo. Di certo l'ultimo episodio che si è manifestato non mi fa pensare il contrario.
In particolare l'episodio a cui faccio riferimento è ad oggi l'ultimo elemento della vicenda incontro con il nuovo "fratellino". Sì, perchè in principio la madre, non lui, si era risentita per il fatto che avevo richiesto di trascorrere i 20 gg consentiti delle vacanze estive nel mese di giugno quando era ancora lontana, ma non troppo, la data prevista delle nascita del nuovo bebè. Poi mi ha chiesto, su sollecito del figlio, di accorciare i 20 gg in 10 (poi accordati in 15 come al mercato del pesce) e in ultimo mi ha chiesto di far venire Francesco a Torino per permettergli di incontrare il "fratellino" appena nato (la sua richiesta era per metà agosto poi concordata nell'ultimo weekend di agosto). Ovviamente il mio entusiasmo per far incotrare i due fratelli senza troppe discussioni mi ha fatto abbassare la guardia; infatti ha subito obiettato sul fatto che il bambino (di oramai 7 anni e mezzo) avrebbe dovuto viaggiare in aereo da solo e per venire a Torino per soli 2 giorni. Così, nonostante per me fosse importante che mio figlio prendesse l'aereo da solo con il servizio di accompagnamento hostess che la maggior parte delle compagnie italiane offrono (la maggior parte prendono a bordo bambini dall'età di 6 anni, altre persino da 5), ho ceduto al ricatto del "lo accompagno su io così lui è tranquillo e con l'occasione faccio visita alla neonata della mia migliore amica che vive a Torino". Ho pagato il biglietto di lui ed ho chiesto che potesse stare il più a lungo possibile con me, con il fratellino, mia moglie ed i nonni (visto che veniva per così poco tempo almeno che ne trascorresse il maggiore possibile con me e la mia famiglia mi sembrava la cosa più naturale). Anzi le ho persino proposto di venire un giorno in più (arrivo il giovedì e non il venerdì come aveva proposto lei). Niente!
Ed ecco appunto l'ultimo episodio: telefonata per concordare l'orario in cui andarlo a prendere il sabato a casa dell'amica. Ovviamente l'interlocutore è il bimbo, mica la madre: la proposta da parte sua sono le 14.00; lascio passare quell'attimo di nervosismo e gli dico che è troppo tardi per venire da papà. Allora rilascia con le 12.00! A questo punto gli propongo tra le 10.00 e le 11.00 e lui accetta per le 11.00.
Bene, se tutto ciò porta un figlio a contrattare sull'orario per stare con il padre penso che sotto sotto ci sia lo zampino della madre, che nonostante i buoni propositi "vocali" poi non mette in atto quanto proclama: deve stare di più con il padre, perchè il padre deve venire a Latina almeno un weekend al mese per non far pensare al figlio di essere abbandonato dal padre. Quando però c'è la possibilità di far stare di più il figlio con il padre, ma a Torino, allora se cose cambiano. Allora mi viene da pensare e da chiedervi: non è che il voler tanto far incontrare i due fratelli fosse solo una scusa per farsi pagare metà biglietto aereo? Per il momento per me va bene lo stesso perchè almeno i due si conosceranno però dover sempre cedere su tutto mi manda in bestia.
Quando noi padri separati avremo più giustizia? E' vero che ci sono papà che non riescono a far visita ai loro figli mentre io il mio lo vedo e lo frequento (anche se raramente per via degli 800 km che come ricordate non sono stato io a frapporre fra me e lui visto che è stata la madre a trasferirsi senza che io potessi mettere veti) però a quali condizioni? Ora rischio di trovarmi nella condizione di scegliere di trascorrere il weekend al mese con un figlio e non con l'altro. Voglio assolutamente far valere i miei diritti di padre di entrambi i figli e voglio che entrambi i figli godano dei diritti dei figli e dei fratelli. Non voglio rischiare che da grandi si odino perchè non si sono frequentati da piccoli e hanno dovuto contendersi il padre.
Allora quando avremo giustizia tutti quanti e chi ha sbagliato inizierà a pagare seriamente?
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