mercoledì 24 novembre 2010

Papà cattivo

La madre mi ha fatto dire al telefono dal piccolo che non è mamma che dice che io sono cattivo e che Torino è brutta e Latina è bella, ma è lui stesso che lo pensa e lo dice.
Io sono cattivo perché gli racconto di certe cose, tipo che se venisse a Torino staremmo tutti meglio e ci divertiremmo di più, con un tono che a lui dà fastidio.

Ma vi sembra che un bambino possa dire che la mamma ha detto che io sono cattivo intendendo dire che invece è lui che pensa che io sia cattivo? E vi pare che poi si rimangi tutto dopo che la madre gli ha parlato a seguito di una discussione via e-mail tra me e lei?

Ma, secondo voi, a 8 anni i bambini sono già così contorti nei ragionamenti o è la madre che lo sta strumentalizzando?

Io propendo per la seconda perché non posso ancora credere che i bambini d’oggi siano già professori di psicologia. Però purtroppo la seconda opzione mi spaventa: è questo un bambino che crescerà senza problemi socio-esistenziali o, così come la madre, soffrirà psicologicamente per l’incapacità della madre stessa di crescerlo correttamente?

Ed una ultima domanda: ma vi pare che la madre faccia dire al piccolo al telefono certe cose pensando che io gli possa credere nonostante sia, ovviamente, mentre mi parla al telefono, sotto il suo diretto controllo e le sue grinfie? O forse posso più credere a lui quando è solo con me perché è distante e lontano dalla sua diretta influenza?

giovedì 18 novembre 2010

Lettera aperta ad una madre senza valori

Essere disponibili a far stare un figlio con il proprio padre non significa aver dato tutta la propria disponibilità.
Essere disponibili a fare 100 KM per accompagnare un figlio all'aeroporto quando il padre ne fa 700 non vuol dire aver dato tutta la propria disponibilità.
Essere disponibili a prestare l'automobile per il weekend in cui il padre si fa 1600 KM di treno per andare a trovare il proprio figlio in una città poco servita e in cui non ha conoscenza di amici o parenti non significa aver dato tutta la propria disponibilità.
Dare la propria disponibilità significa:
1. far sì che il figlio cresca col padre anche se deve spostarsi a 800 KM di distanza
2. far sì che il figlio frequenti assiduamente la famiglia del padre (fratellino, nonni, cugini e amici)
3. accompagnare il figlio all'andata (farsi gli 800 KM) o al ritorno (divisione del tempo e delle spese di viaggio)
4. far crescere ed educare il figlio senza aumentare le sue paure, ma anzi diminuendole e esorcizzandole (qualunque sia l'età del bambino perchè non è una questione di anni ma di condotta educativa)
5. non pretendere che i sacrifici diventino piaceri (farsi un viaggio di 1600 KM tra andata e ritorno nel giro di 24 ore non può essere interpretato come un piacere)
6. cercare di far comunicare di più il proprio figlio al telefono con il padre, stimolandolo nella conversazione e non lasciando parlare il figlio al telefono con il padre mentre guarda i cartoni animati o gioca al Nintendo DS
7. dare delle risposte chiare e non evasive in modo che le persone si possano organizzare perchè il mondo non gira tutto intorno a lei
8. non assecondare tutte le richieste del figlio per poi dire che non le asseconda, perchè i bambini capiscono come fregare i propri genitori
9. non ritrattare ogni volta le proprie decisioni perchè i bambini imparano dal comportamento dei propri genitori e questo non aiuta a crescere correttamente
10. ultimo, ma più importante di tutti, a cui ormai non si può più porre rimedio, è pensare che ogni azione comporta delle conseguenze e che bisogna pensare con grande lungimiranza quando si prendono delle decisioni che riguardano i propri figli: trasferirsi a 800 KM dal padre del proprio bambino è una di quelle decisioni che se fossero state ben ponderate da una madre non egoista non sarebbero state prese per il bene e la crescita del figlio.

martedì 16 novembre 2010

Ma perchè sempre io?

La vicenda dei viaggi in aereo con servizio di accompagnamento non trova ancora una fine. La madre, "cuore di mamma", dopo un lungo tira e molla in cui ha acconsentito di far venire il figlio di quasi 8 anni in aereo da Roma a Torino con il servizio di accompagnamento minori e anche con il servizio taxi da Latina a Fiumicino, ha ritrattato.
Testuali le sue parole:
"dopo aver valutato ancora più attentamente la tua proposta,essermi confrontata
,sono qui per comunicarti che non mi sento affatto sicura e tranquilla come
mamma, nei confronti dei viaggi che XXXXXXX deve intraprendere da solo con
persone estranee,prima in taxi poi in aereo;"

Dopo 2 settimane da quando ci eravamo accordati per il viaggio in aereo. Per il taxi avevamo anche trovato una soluzione, ma "cuore di mamma" non si sente sicura. Così trasferisce le sue paure al bimbo ed il bimbo crescerà senza capacità di affrontare la vita ed i problemi da solo, tanto c'è la mamma che glieli risolve!!
Poi continua:
"Il meglio per lui non è sicuramente a questa età viaggiare da solo,come fosse
un pacco postale, Ribadisco comunque ed ovviamente la mia disponibilità a far
si che XXXXXXXpassi con te tutto il tempo che vuoi e che deve ma XXXXXXXX
deve viaggiare o con te o con me o al più con un familiare,per i periodi in cui
decidi che debba venire a Torino."

Farlo viaggiare con un pacco postale non va bene, tanto andarlo a prendere e riportare a Latina lo deve fare il padre, mica lei. E quando arriverà il momento in cui potrà viaggiare da solo e quindi lo si potrà considerare come un "pacco postale"?
Alla fine:
"Lo so, mi aspetto come al solito repliche da parte tua a tale comunicazione ma
la mia decisione è presa “prima in coscienza”,convinta di fare il meglio per
XXXXXXXX e di assolvere al meglio i miei doveri di mamma."

Bella coscienza quella del fare i propri porci comodi perchè c'è sempre qualcuno che sopperisce alle sue mancanze. Ma dov'era la coscienza quando ha portato il figlio lontano dal padre 800 km quando aveva appena 1 anno e mezzo? E' facile tirare fuori il cuore di mamma e la coscienza quando conviene e le madri, spero non tutte, in questa situazione sono maestre.
A questo punto le ho risposto:
"lasciando perdere il taxi, che era una soluzione alla tua indisponibilità a portarlo all'aeroporto (io nei tuoi panni mi sarei reso disponibile ad accompagnarlo, come d'altra parte avrei fatto per Caselle sia per l'andata sia per il ritorno), francamente non ho capito il motivo per cui anche Alitalia è diventata inaffidabile. Mi puoi spiegare? Ci terrei veramente molto a capirlo!
C'è un'altra cosa che non capisco di questa tua decisione relativamente al fatto che ti ci siano voluti diversi mesi per renderti conto della tua insicurezza e nel trasferirla a XXXXXX. Invece di sostenerlo ed incoraggiarlo ad affrontare la vita lo stai limitando nella crescita, pur avanzando la scusa di volerlo proteggere. Non sono certo che alla lunga questa tua decisione faccia il bene di XXXXXXXX!
Alla fine tu, come al solito, dopo esserci oramai accordati e organizzato tutto il viaggio (ero persino giunto ad acquistare i biglietti aerei e a prenotare il taxi) in estrema sicurezza, perché anche io ci tengo affinché a XXXXX non capiti nulla, sei riuscita a rovinare tutto e a decidere in altro modo per entrambi.
Ora, visto che dici che XXXXXX deve viaggiare con me, te o un familiare ti chiedo le seguenti cose:
1. di portarlo a Torino il 30 dicembre (poi io te lo riporto il 5 gennaio)
2. di indicarmi l'età in cui tu pensi che XXXXX possa viaggiare da solo

In ultimo, non ho capito la frase sul "valore effimero" dei pensieri di XXXXX : è ovvio che i genitori decidono per i propri figli fino alla maggiore età, anche se i figli dovessero essere contrari alle decisioni dei genitori si devono adeguare. E' come dire che non si manda obbligatoriamente a scuola un bambino che esprime il parere di non andarci perché si diverte di più a giocare con i videogiochi a casa. Educare non significa essere accondiscendenti in tutto e per tutto!!

"
E la sua risposta vuota, il nulla cerebrale:
"io sono disponibile come ti ho detto a venirlo a prendere a Fiumicino se vorrai usare l'aereo per scendere con XXXXX.
Io credo che il compito di un genitore sia si , quello di far fare esperienze ai figli ma occorre valutare anche le circostanze e i tempi.Se si pre-corrono tali presupposti non sono più esperienze ma forzature deleterie. Questo non aiuterebbe la crescita ma sole le paure.
Non ho mai avuto resistenze nessuna volta che lui è venuto con te ed ho anzi caldeggiato che i vostri incontri fossero più frequenti. Io credo che il servizio dell'Alitalia per XXXXX sia ora prematuro, l'ho valutato e ri-valutato e ora sarebbe un precorrerli i tempi di cui sopra.Non so dirti ovviamente a priori quando XXXXXX sarà pronto.Per il servizio di taxi invece non lo ritengo per nulla proponibile così come lo avevi proposto.
Si fanno tanti sacrifici per i figli e sono sicura che fare un viaggio con lui non rientra per te nella sfera dei sacrifici ma nei piaceri.
La mia disponilità te l'ho già espressa e te la confermo per il 5 gennaio, negli orari che mi avevi segnalato,riepto per prenderlo a Fiumicino.Se dovessero cambiare fammelo sapere e vedrò cosa posso fare.
Il" valore effimero" è quanto dici anche tu nelle tue ultime righe,educare ed io agggiungerei crescere,proteggere nel giusto modo un figlio aiutandolo nella graduale formazione dell'individualità, prevede che non lo si accontenti ovviamente in tutto."

Ed alla fine, per ora:
"mi pare che la tua risposta sia priva di contenuti. Hai detto di aver "valutato" e "ri-valutato" il servizio Alitalia a seguito delle cui valutazioni TU hai deciso che era prematuro per XXXXXXX viaggiare in aereo a queste condizioni. Ribadisco che, se esiste un servizio per "minori non accompagnati" dai 5 ai 14 anni, che altri genitori utilizzano, significa che non sussistono problemi di sicurezza. Quindi, saresti così gentile nel rendermi partecipe dei contenuti di queste tue valutazioni? In pratica, su quali elementi basi le tue valutazioni?

Ed inoltre, perché non ritieni proponibile il servizio del taxi? Anche qui non mi basta un "perché no" o un "perché XXXXXXX è piccolo". Anche in questo caso ci son tutte le misure precauzionali di sicurezza.

Vieni a dire a me che viaggiare è un piacere e non un sacrificio? Tu non sai cosa vuol dire visto che non lo porti MAI a Torino, né nei week-end né durante le festività (ti prevengo: non mi citare quest'estate perché sei venuta su a Torino solo per vedere la figlia di Simona). Se la pensi veramente così, perché non vieni tua ad accompagnarlo ed a riprenderlo a Torino in treno? Visto che è così tanto piacevole! Ti ho già detto che per me è anche un sacrificio di salute e che stringo i denti, quindi non lo considero un piacere. Un piacere invece è stare con XXXXXXX la settimana di Natale o Capodanno, andare in giro o giocare in casa con i nonni. Continuo a non capire perché non si possa vivere tutti meglio facendo fare a XXXXXXX solo un ora di aereo; ma nelle tue valutazioni hai anche considerato quanto XXXXXX si annoi a viaggiare in treno e a quante volte domanda "quanto manca" sia all'andata sia al ritorno?

L'educazione dei figli, e quindi la loro crescita, non significa proteggerli soffocantemente così come non significa buttarli in mezzo ad una strada senza mezzi, ma significa accompagnarli nelle esperienze che vogliono e che devono fare per imparare a vivere nella società. Ed accompagnarlo nelle esperienze significa seguirlo, guidarlo, farlo sentire tranquillo e sicuro nelle sue prime esperienze da solo. Un genitore che per la propria paura priva il figlio delle esperienze che gli altri bambini fanno non è un buon educatore. Quanto hai cercato di rassicurare XXXXXX nel viaggio in aereo, eliminandogli le possibili paure e magari incrementando le curiosità di questa esperienza? Io ci ho provato, ma non basta perché la tua influenza su di lui è di molto superiore alla mia. Certo che se quello che gli trasmetti sono le tue paure nostro figlio non andrà molto lontano nella vita.

Ti pregherei comunque di darmi risposta sull'età in cui pensi XXXXXX possa viaggiare in aereo con il servizio di accompagnamento perché dire che non sai darmi risposta in quanto dovresti capire quando XXXXXXX sarà pronto sta a significare accontentarlo in tutto (cosa che tu stessa dici essere diseducativa). A proposito di diseducare, ma XXXXXXX dorme ancora nel lettone con te o come mi aveva detto avrebbe iniziato a dormire nel suo letto a partire dallo scorso settembre?

Per queste festività natalizie stringerò ancora una volta i denti e farò i viaggi di andata e ritorno in treno nella speranza di non prendermi più la bronchite come lo scorso anno e che i miei problemi di salute non si aggravino proprio durante i tragitti.
"

lunedì 8 novembre 2010

Dei viaggi in aereo dei minori

Per chi fosse interessato, visto che mi sto accingendo a far viaggiare mio figlio minorenne in aereo da Roma a Torino, condivido il seguente vademecum per potersi organizzare per tempo:
1. verificare la disponibilità dei voli con servizio "Minore non accompagnato" presso le compagnie aeree che espletano il servizio. Ci sono compagnie aeree che effettuano il servizio per i minori in età dai 5 ai 14 anni mentre altre dai 6 ai 14 anni. Dai 14 ai 18 i minori non usufruiscono più del servizio ma possono viaggiare da soli come degli adulti.
2. verificare la disponibilità dei posti nei voli indicati. Solitamente le compagnie riservano pochi posti per i servizi di accompagnamento (minori e diversamente abili). Ad esempio Alitalia ne riserva 5 ma non su tutti i voli (verificare che il primo e l'ultimo volo della giornata siano coperti dal servizio).
3. Procurarsi, se il minorenne già non ne è in possesso, del documento di identità da far tenere con sè per il viaggio. Ad esempio la Carta Bianca o il Passaporto.
4. In certi casi, e sicuramente per i viaggi all'estero, è necessario compilare e firmare congiuntamente presso la Questura (di una città qualunque) la Dichiarazione di Accompagnamento per il minore in cui entrambi i genitori devono apporre la firma autografa e indicare la compagnia aerea a cui si affida il minore. Nel caso i genitori dovessero abitare distanti e non fosse possibile apporre congiuntamente la firma si potrebbe far firmare il documento in separata sede econsegnare alla Questura in allegato alla Dichiarazione anche la fotocopia di un documento di indentità valido del genitore impossibilitato a presenziare (ovviamente le firme della dichiarazione e del documento devono essere identiche).
5. indicare al momento dell'acquisto dei biglietti aerei (che avranno un sovrapprezzo per il servizio: Alitalia fa 30 euro in più per tratta) il Nome, Cognome, Indirizzo e Numero di Telefono delle persone che accompagnano il minore all'aereoporto e che lo vanno ad prendere, sia per il viaggio di andata sia per il viaggio di ritorno. Questi stessi nominativi dovranno essere riportati anche su una dichiarazione che il bambino deve portare con sè durante il viaggio; per Alitalia tale dichiarazione si chiama "ASSIDAVIT".
6. Se come me avete in più la difficoltà di far arrivare il minore dalla propria casa all'aereoporto in taxi da solo allora dovrete anche richiedere ad una compagnia dei taxi di fare il servizio di accompagnamento (per ora il prezzo indicatomi è di 90 euro di viaggio + 20 euro di attesa all'aereoporto prima che l'aereo decolli). Ad esempio, visto che la madre non lo può accompagnare da Latina e Fiumicino ho richiesto il servizio al taxi di Latina. Far firmare una dichiarazione al tassista se possibile.
Ah, per ultimo ma non ultimo, accertatevi che l'altro genitore, nel mio caso la madre, non trovi scuse ridicole per non mandare il figlio in aereo; ad esempio che il piccolo è un bambino sensibile ed emotivo perchè, sebbene ti faccia cadere le braccia a terra, ti fa sentire anche un genitore poco di buono. Nel caso .... RESISTI!!!!!