L'altro giorno a "Il Ruggito del Coniglio" Presta e Dose hanno chiesto ai radioascoltatori di individuare le due categorie in cui si divide l'umanità. Lì per lì, ascoltando le telefonate, riflettevo anche io sulla suddivisione che avrei dato io al mondo. Nei giorni seguenti me ne è venuta in mente una, significativamente aderente all'attuale contesto lavorativo in cui mi trovo e, forse allargando il tiro, alla situazione politiva globale; i cauti, coloro che procedono per piccolissimi passi lungamente ragionati e, dall'altra parte, gli istintivi, coloro che agiscono più di pancia che di mente.
Perchè queste due categorie?
I primi, i cauti, sono coloro che devono assolutamente avere il controllo della situazione, che non fanno nulla se la loro vita, il loro habitat, la situazione politica o lavorativa non è stata pianificata al dettaglio. Sono quelli che riescono a realizzare qualcosa nella vita solo se hanno la capacità di essere costanti e determinati nel raggiungere gli obiettivi parziali, ma comunque pianificati. E spesso non ci riscono perchè la pazienza è una virtù che hanno in pochi.
I secondi, gli istintivi, avviano tutto senza pensare alle conseguenze, se non quelle dell'immediatezza, ma non pianificano o non valutano tutte le possibili conseguenze di una azione. Agiscono per ottenere dei risultati che possano creare nuove opportunità, ma solo per chi è in grado di coglierle. Sono i primi che si buttano nella mischia, rischiano e magari non ce la fanno a raggiungere il fine, ma se tra di loro qualcuno ce la facesse diventa il mito, l'eroe, il paladino. L'umanità ha bisogno di entrambi, ma coloro che fanno fare i balzi da gigante alla società sono gli istintivi e non i cauti.
Apprezzo molto sia gli uni che gli altri, ma propendo per spirito e carattere per gli istintivi.
mercoledì 9 marzo 2011
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