Passeggiavo lungo le sponde del fiume dove l'erba a lato della riva si fa più alta e più fitta quando ad un tratto vidi scorgere da lontano una figura di un profilo indecifrabile. Non avevo mai notato che di là dal confine del territorio che segna la nostra proprietà ci fossero delle costruzioni di una fattura estranea.
Vinto dalla curiosità mi avvicinai sempre più, e scoprii che oltre la fossa che segna il confine era stato eretto un piccolo muro, basso, di pietra e fango. Non capivo perchè. Mai fino a quel giorno vidi qualcosa del genere. Sicuramente faceva il paio con quella figura incomprensibile al di là del muro.
Pensare che l'ultima volta che passai da quelle parti non vi era nulla di simile, solo prati oltre la fossa. Cosa era stato eretto dal vicino?
Tornai a casa, pensieroso e sospettoso. Non sapevo come avrei potuto riportare la notizia ai miei genitori, ed alla piccola Josefine: "oltre i nostri 80 ettari di terreno e coltivazioni era stato costruito un muro, basso ed inutile per allontanare gli estranei, ma netto e perentorio nel suo significato. Ed inoltre un'ombra incomprensibile che si stagliava all'orizzonte!".
Se gliel'avessi detta così papà si sarebbe allarmato mentre mamma e Josefine avrebbero avuto paura ad uscire di casa di lì a poco. Decisi così di non dire nulla, ma di appurare come stavano veramente le cose nei giorni successivi.
Intanto decisi che il giorno dopo, finite le lezioni universitarie, sarei andato nuovamente a dare un'occhiata, tanto per capire quanto era lungo il muro e fin dove era stato costruito. Quali altre proprietà vicine erano coinvolte oltre alla nostra? E quella costruzione indefinibile era unica o ce n'erano anche in altri luoghi?
Avrei usato lo scooter per fare prima, anche se poi mi sarei dovuto giustificare con papà dell'energia consumata per il viaggio. Ci avrei pensato dopo a questo, magari non se ne sarebbe accorto prima o la novità che gli avrei raccontato lo avrebbe distratto da questa mia iniziativa. Certo che una batteria di litio per il viaggio in scooter ci avrebbe potuto dare energia in casa per un mese. Mi giustificherò e farò dei lavoretti per ripagare papà e mamma. Ora però soddisfare la curiosità era più importante.
La cena fu a base di cotolette di pollo sintetico. A me il pollo sintetico piace più di quello vero ma dopo la quinta cena consecutiva ne iniziavo a provare disgusto. Non vedevo l'ora di potermi concedere un po' di riposo, una lettura a letto prima di dormire mentre Josefine ed i miei genitori si sarebbero piazzati di fronte alla TV.
Una volta sotto le coperte presi in mano il libro che stavo leggendo qualche giorno: "Gregory O'Flammerty" di John Dirty; le pagine però non rimanevano impresse nella memoria perché con la mente vagavo per i prati della proprietà vicina. Forse la storia di Gregory era molto simile alla mia sebbene ambientata in un epoca completamente diversa. Il XVIII secolo in Irlanda e poi nelle colonie americane del nord si potevano dire molto simili all'ambietazione delle nostre terre. Anche la lotta per la conquista di quei territori è molto simile alla nostra lotta, o almeno alla lotta che papà si ricorda di quando lui era un bambino. La nostra proprietà infatti fu ottenuta dal nonno Christofer a suon di sgomitate e duro lavoro. Non erano molti quelli che ce l'avevano fatta, ma nonno era un vero duro. Forse per questo che mi sento una specie di avventuriero, anche se per il momento lo sono solo con la fantasia.
Mi addormentai senza accorgemene ed il mattino dopo al risveglio mi sembrava di aver semplicemente sognato tutto. Come tutti i lunedì mattina feci la mia toiletta giornaliera, colazione, salutai i miei genitori e con Josefine presi la corriera per l'università. Josefine l'avrei accompagnata alla scuola e poi avrei proseguito a piedi per andare a lezione. Quel giorno dovevo seguire Storia dell'umanità.
lunedì 14 marzo 2011
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