Sarebbe bello se domani, giorno dell'udienza al TdM di Roma si potesse parlare civilmente e ottenere un minimo di soddisfazione dalla giustizia. In fondo non chiedo altro che di poter stare coi miei figli insieme nel contesto familiare corretto (senza dovermi per forza separare dal secondo genito e trascorrere i weekend in alberghi o agriturismi a 800 km da casa con 20 ore di viaggio sulle spalle). Comprenderanno le mie ragioni o, come alla udienza del 2008, mi risponderanno con la generica frase "tutti al giorno d'oggi viaggiamo per lavoro!". Ma cosa vuol dire? Che viaggiare per vedere il proprio figlio è meno faticoso? Che viaggiare per raggiungere il proprio figlio a 800 km di distanza non costa? E' vero che non ha prezzo il fatto di stare con il proprio bambino, ma cosa gli dico al macellaio quando vado a comprare le bistecche: "mi scusi ma questo mese ho fatto un lungo viaggio di piacere per andare a trovare mio figlio e quindi io non le pago la carne, ma chieda il rimborso alle ferrovie, a cui ho pagato i biglietti del treno ed all'albergatore a cui ho pagato l'alloggio!"? Costa, tutto costa e non sempre si riesce ad arrivare a fine mese, e magari a mettere da parte quei 100 euro (che in tempo di crisi sono già tanti) per chissà quale evenienza in futuro!
Non sarebbe bello domani avere la soddisfazione di sentirsi dire dal giudice :
"Lei, caro papà, potrà vedere suo figlio una volta al mese a Torino. Il bimbo viaggerà in aereo con il servizio di accompagnamento minori perchè ha la ragionevole età per usufruirne e dovrà pagare la metà del biglietto aereo di andata e ritorno perchè è giusto dividere le spese tra genitori, tenuto conto del fatto che lei già sostiene il bambino con un assegno di mantenimento mensile e che la madre ha autonomamente deciso di trasferirsi a Latina senza metterla nelle condizioni di opporsi a tale decisione. Inoltre, avendo due figli da mantenere le riduciamo l'assegno di 100 euro (dai 469) così da garantire parità di trattamento per i figli."
Già questo sarebbe il massimo, ma la chiosa sarebbe: " .... e ci congratuliamo con lei, perchè nonostante tutto è riuscito a mantere vivo il rapporto con suo figlio con sacrifici che vanno ben oltre i compiti istituzionali del genitore. Non molti padri separati, anche quelli che vivono nella stessa città dei figli, si danno da fare per frequentare i figli con la costanza che Lei ha dimostrato". Sarebbe bello, ma è solo utopia, lo so!!!
mercoledì 28 settembre 2011
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