martedì 27 settembre 2011

O mangi la minestra o salti dalla finestra

Una curiosità di questi anni di crisi è il ritorno al passato. Non è un ritorno al passato dal punto di vista economico-sociale, non abbiamo una diminuzione della qualità della vita o una revisione delle regole consumistiche eccessive. Non ci chiedono di andare a lavorare nei campi, anche se sarebbe positivo per tutti concorrere alla produzione dei beni primari di consumo. Non ci stanno dicendo che ci taglieranno gli stipendi, non ancora per il momento. Nulla di tutto ciò! Ci stanno solo dicendo che coloro che sono arrivati al potere grazie agli intrallazzi del passato sono i padroni e tutti noi o ci adeguiamo o ...... saltiamo dalla finestra.
Ho lavorato in questi ultimi 13 anni sia per i privati sia per il pubblico. Ho arricchito la mia capacità professionale, ho contribuito a costruire qualcosa, almeno nel mio campo di professione che produce oggetti intangibili (software), e ho provato a stimolare il miglioramento continuo dei prodotti per gli utenti e clienti per cui ho lavorato.
Poi mi è stato "velatamente" detto di mettermi da parte e di occuparmi di inezie. O almeno lo sono per me che ero abituato a gestire grandi quantità di lavoro e di collaboratori.

Dopo poco più di un anno mi stanno dicendo che visto che mi occupo di inezie (ma non mi ci hanno messo loro a lavorare alle inezie?) per meritarmi un aumento di stipendo devo impegnarmi oltre le mie capacità (ma non ho già dimostrato in passato se ho capacità oppure no per fare un determinato mestiere? Comunque non è questo a fermarmi!) mettendomi a confronto con coloro che partecipano ad attività più rilevanti e che oltre tutto hanno una retribuzione inferiore alla mia (non motivando come e perchè ce l'abbiano inferiore: mancanza di capacità dimostrata in passato, giovinezza professionale - stanno mettendo a confronto lavoratori neo-laureati con professionisti decennali? -, disinteresse al lavoro pesante). Quindi mi hanno ributtato nella mischia ma con una penalità: visto che guadagno già di più di altri se mi impegno tanto ma proprio tanto, forse posso guadagnare qualcosina in più, altrimenti resterò fermo col mio stipendio fino a che tutti gli altri non mi raggiungeranno e supereranno nella restribuzione.
Mmmmmmhhhhhhhh!!! A questo punto il bivio: accontentarmi per 10 anni della retribuzione attuale o cambiare azienda?
Perchè o l'uno o l'altro? Ho analizzato la situazione:
1. per mettermi in discussione devo liberarmi dei fantasmi del passato, facendo finta che 10 anni della mia vita professionale non fossero mai stati vissuti (peccato che l'età anagrafica non funzioni allo stesso modo). E fin qui potrei farlo perchè ritengo che con degli stimoli di un certo livello professionale si va sul luogo di lavoro ben più felici che solo per il fatto di "timbrare un cartellino".
2. devo "sgomitare" con colleghi più giovani di me, sia dal punto di vista professionale sia anagrafico. E qui ci starebbe anche se fossimo almeno sullo stesso piano di attività (non "inezie" io e "più rilevanti" loro), sebbene potrei dare molto ma molto di più!!!
3. se ho fortuna e vengo anche valutato bene ricevo dei mini-aumenti di stipendio (per fare il salto dovrei fare il dirigente ma allora non mi metterei in discussione con altri colleghi più giovani che fanno un lavoro che io facevo 10 anni fa ma "sgomiterei" con ben altri top-manager). Però devo tenere conto che i miei colleghi-antagonisti che svolgerebbero il mio stesso lavoro partono da uno stipendio inferiore e, visto che svolgono il mio stesso lavoro, richiederebbero degli aumenti maggiori con maggiore frequenza perchè sarebbe "ingiusto" fare lo stesso lavoro e percepire retribuzioni differenti (così la penserebbero loro e così la penserei io se fossi al loro posto).
In sintesi, se mi impengo, ma mi impengo più di quanto ho fatto negli ultimi 10 anni in cui ho anche ottenuto degli avanzamenti di carriera per merito dimostrato sul campo, nell'arco dei prossimi 10 anni percepirò lo stesso stipendo di coloro che partono con 5 o 10 anni di giovinezza professionale meno di me. Una azienda che vuole veramente stimolare e che vuole essere alla ricerca dell'eccellenza non dovrebbe sminuire in questo modo le capacità e l'integrità professionale dei propri dipendenti, soprattutto se questi sono anche nell'area manager, come me.
Infine credo che mi metteri in discussione in questa azienda se fossi sicuro che la meritocrazia fosse il solo parametro utilizzato per valutare la propria carriera.
Potessi salterei dalla finestra!!! Il rischio di saltare sarebbe ben inferiore al rischio di restare.

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