La scorsa settimana parlando con una cara amica mi propone di accompagnare il piccolo in aereo da Roma a Torino per il viaggio di andata dato che lei rientrerà da una trasferta di lavoro dalle parti di Roma il venerdì sera.
Approfitto della disponibilità e chiedo alla madre di mio figlio se, nonostante il poco preavviso ma vista la sua grande disponibilità manifestata sempre a parole, è disponibile a far venire nostro figlio a Torino per il weekend prossimo (8 giorni di preavviso, non il giorno prima!!) e che avrebbe viaggiato all'andata in aereo con una mia amica e al ritorno con me.
La sua risposta è stata la seguente (la riporto citata perchè è significativa per capire la mia situazione paradossale):
<<...Per il week da te proposto è proprio un peccato averlo saputo solo con così poco tempo di anticipo,
sarebbe stato forse l'ideale ma puoi immaginare che occorre ahimè organizzarsi in famiglia con un
certo anticipo.Il week indicato e quello successivo abbiamo già impegni.
La prossima volta magari dimmelo prima e scrivimi chi sarebbe questa persona e gli orari proposti
così non sprechiamo tempo a scrivere mail e si può ragionare su qualcosa di più concreto.>>
Con quanto anticipo? Perdere tempo a scrivere mail? Ragionare su qualcosa di più concreto? E cosa abbiamo fatto negli ultimi 8 anni tra avvocati, giudici e sentenze? Abbiamo giocato?
Sta di fatto che anche questa volta sono rimasto deluso e sconcertato. Ci provo sempre ma è una guerra persa. La speranza? Che mio figlio capisca da grande quanto la madre le ha privato la costruzione del rapporto con padre e che cerchi di recuperare. Cosa faccio io nel frattempo? Non demordo e continuo a provarci, mantenendo vivo il rapporto anche se a distanza.
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