domenica 19 febbraio 2012

Impressioni di padre separato

Da pochi mesi a questa parte ho veramente capito di cosa mi ha privato la donna da cui ho avuto il mio primo figlio nove anni fa e che dopo il primo anno di vita del bambino e di convivenza con lei mi ha lasciato e portato via il figlio a 800 kilometri di distanza. Ora che il mio secondogenito, nato dal rapporto con mia moglie che ho sposato quasi 4 anni fa, ha diciannove mesi mi rendo conto che la quotidianità che tanto desideravo col primo figlio è l'essenza del rapporto genitoriale. Giocare, imboccarlo, cambiare i pannolini, sgridarlo, abbracciarlo, dormire insieme, parlargli, sentirsi chiamare papà, sono gli ingredienti che se assenti non permettono di ottenere un buon piatto. La mia ex tutto ciò me lo ha tolto, mi ha privato della gioie, anche se faticose da raggiungere, lasciandomi senza niente e quelle pochissime emozioni me le sono dovute conquistare a caro prezzo, mandando giù bocconi amari, come quando pur di stare con il mio piccolo ho trascorso una settimana dove lui stava potendolo vedere al massimo 4 o 6 ore al giorno, senza poter mai dormire abbracciato con lui nemmeno per una notte. Almeno questo è avvenuto fino all'età di 6 anni, perché la madre non voleva che dormisse fuori casa dato che era piccolo, nemmeno con il padre. Giusto o sbagliato che fosse ora so che mi ha privato di quelle notti con mio figlio mentre lei se lo è tenuto nel letto fino agli 8 anni. Dov'è la giusta misura? Lei ha sempre agito per egoismo, non certo per il bene del figlio, celandosi dietro ai bisogni del figlio per i propri interessi. Ed ora che lui ha nove anni e che deve venire più spesso a Torino per sentenza del giudice continua a mettermi. I bastoni tra le ruote, ed inizia a chiamarmi in presenza di nostro figlio "il papi di Torino" probabilmente perché l'attuale convivente da cui ha avuto un'altro figlio sarà considerato "il papi di Latina". Come se io fossi morto o avessi cercato di evitare di incontrarlo per tutta la vita. Ma io sono vivo!! E voglio essere il solo papi di mio figlio, anche se quotidianamente non posso esserlo perché per lo ha portato via otto anni fa. Educativamente però io gli sto accanto e gli dò quegli insegnamenti rudimentali utili all'educazione giovanile. E voglio che i miei due figli possano stare insieme e giocare e vivere come fratelli anche se questo loro rapporto non sarà quotidiano. Nulla sarà normale nella mia vita ma non per questo non voglio cercare di viverla nel modo migliore possibile.

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